Words by Cello / Pictures by Cello and Save

“I can’t feel my hands, bro! They’re cyanotic and numb!”

pazzini051

The second installment of “‘na vita de mai murì” orbits around this principal scene, where Saverio runs up and down the steep slope of a mountain side (he’s a sky runner, HE CAN DO IT!) trying to help the blood flow and imploring it to reach back his pale fingers.

I sit down munching a grass blade, watching him running easily: he takes only a few minutes to gain 100m height drop, alarming and scattering the Rupicapra rupicapra, interrupting their lunch.
I’m thinking about WWI soldiers, who hit these trails long before us and I can only guess how many fingers were lost from freezing and lack of medical aid. Fighting against the winter at 3000m. Fuck off.

– “Ok, I’m feeling it’s flowing back. I pissed on my hands and after that I immediately drowned them down to that cold stream to give ‘em a thermal shock… It worked!”
– “Uhmmm, nice!”

Beyond that, we started our day taking the wrong road to climb to the Rifugio Pizzini: instead of taking the large and easy military road we took a steep and narrow trail that we should have run down later. Why? We-just-followed-a-sign…

 

 

“Non mi sento più le mani, Miranda! Sono viola e insensibili!”
La seconda puntata de “‘na vita de mai murì” orbita intorno a questa scena madre, dove il Save corre su e giù per il fianco ripido di una montagna (è uno sky runner, LUI PUO’!) cercando di far girare il sangue, implorandolo di tornare a scaldare le sue dita bianche.
Mi siedo masticando un filo d’erba e lo guardo correre con facilità: in un paio di minuti è già su che ha guadagnato un 100 di metri di dislivello, spaventando e disperdendo i Rupicapra rupicapra, interrompendone il pranzo.
E allora penso ai soldati della prima guerra mondiale mentre ansimavano su questi stessi sentieri molto prima di noi, e posso solo immaginare quante dita sono andate perdute per il congelamento e la mancanza di mezzi. Combattere contro l’inverno a 3000m? Ma vaffanculo.
– “Ok, sento che sta tornando. Mi sono pisciato sulle mani e poi le ho subito immerse nel ruscello per dargli uno shock termico… Ha funzionato!”
– “Aehmmm, ottimo!”
Oltre a ciò, abbiamo cominciato la giornata sbagliando strada per salire al rifugio Pizzini: invece di prendere la bella e larga e comoda strada militare abbiamo preso un di merda, stretto e sfasciato sentiero che avremmo dovuto poi percorrere in discesa.
Perché? Abbiamo semplicemente seguito un cartello…

 

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