Words & Pictures by Cello

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Alan Licht has ruined music for an entire generation. But if you listen closely you’ll figure out that minimalism and drone music have always had the same power as the harshest heavy metal. Like an earthquake, like lava boiling under the surface. The sound of a far, distant explosion.

Climbing the Col de Tende was an evolving, overwhelming pièce of Drone music.

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Listen to your rolling wheel scraping the asphalt through a million spins, humming and whirling and buzzing and rumbling. And feel your body resonating with the machine. And now your gaze, flying slowly over and above your head until the view gets still, suspended in mid-air. And then you gradually realize that that feeling is so powerful, that is quite beyond your control. And when you’re in the grips of it, you don’t feel pleasure and you don’t feel pain, either physically or emotionally…

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It was a breathless aerial journey. It lasted the time between inhale and exhale, beginning when the waving winding snaky road leaves the beech forest and enters the bald yellow pastures ending up there, between the rocky strongholds and the unstable cliffs.

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Breathe…

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Once at the top we sat hungry and hushed, staring at clouds gathering above our sore heads; a dirty diving gravel road unrolling at our feet. We’ll dip down there on our 10k carbon fiber jewels, believe it or not.

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A landslide of hammers on a blacksmith’s anvil.

Improvised and deeply roaring music, played at the maximum volume. That’s simply this, but it’s the egg of Columbus!

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Yeah, the Columbus’ egg, simple as that, hurling those carbon road blades down a wrecked mule track: a terrifying blasting noise, a landslide of hammers on a blacksmith’s anvil. It was fast, deep, uncompromising. It was loud, brutal, grinding. Millions and billions of stones and trajectories and swerving and clenching. Sweat and smirks. Tire burning and tire blasting and in the end: “Wooh! What was that?!?”

A blaze, only a blaze.

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Fade out.

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The sea is always a good enough purpose. For losers and lovers. For the lonesome and for the singer. And for us.

Not a word was wasted, not an effort idle. We create a flow and we negligently dive into it, dealing with the consequences.

Take it or leave it.

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Because I don’t know Johnny Rotten but I’m sure… I’m sure he puts as much blood and sweat into what he does as Sigmund Freud did.

 

Alan Licht ha rovinato la musica per un’intera generazione. Ma se ascolti attentamente ti accorgerai che il minimalismo e la drone music vivono della stessa potenza dell’heavy metal più ostile. Come un terremoto, come lava che bolle sotto la superficie. Il suono di una lontana, distante esplosione. La scalata al Colle di Tenda è stata come un’immensa pièce di Drone music in continua evoluzione. Ascolta la tua ruota rotolare e graffiare l’asfalto in un milione di giri, roteante e rombante. E ascolta il tuo corpo risuonare in unisono con la macchina. Ed ora il tuo sguardo, mentre vola lentamente sopra la tua testa finché la visione appare immobile, sospesa a mezz’aria. Lentamente ti renderai conto di quanto quel sentimento sia potente, di quanto sia fuori dal tuo controllo. E quando sei tra le sue spire, non sentirai piacere, non sentirai dolore, né fisicamente né emotivamente… Fu un viaggio aereo senza respiro. Durò giusto il tempo tra un “inala” e un “esala”, da quando la strada ondulata e serpeggiante lasciò la foresta di faggi entrando tra i gialli pascoli pelati fin lassù, tra i contrafforti rocciosi e i picchi instabili. – Respira. – Una volta in cima sedemmo affamati e silenziosi, fissando le nuvole radunarsi sopra le nostre teste doloranti; una strada sterrata che si srotola ai nostri piedi. Ci butteremo giù di lì sui nostri gioielli in fibra di carbonio da 10000€, che ci crediate o no. – Una frana di martelli sopra l’incudine di un fabbro. – Musica improvvisata e altamente rumorosa, suonata al massimo del volume. Tutto qua, ma è l’uovo di Colombo! Sì, l’uovo di Colombo, semplice, lanciare quelle lame di carbonio giù per una mulattiera sfasciata: un’esplosione di rumore terrificante, una frana di martelli sopra l’incudine di un fabbro. Fu veloce, profondo, assoluto. Rumoroso, brutale, stridente. Milioni e miliardi di pietre e traiettorie e scarti e muscoli contratti. Sudore e smorfie. Gomme bruciate e gomme esplose e alla fine: “Uooh! Cos’era quello?” Una fiammata, solo una fiammata. – Dissolvenza. – Il mare è sempre uno scopo meritevole. Per perdenti e amanti. Per i solitari e per i cantanti. E per noi. Non una parola sprecata, nessuno sforzo vano. Creiamo un flusso e irresponsabilmente vi ci tuffiamo dentro, pagandone le conseguenze. Prendere o lasciare. Perché io non conosco Johnny Rotten ma sono sicuro… sono sicuro che mette tanto sangue e sudore in quello che fa di quanto faceva Sigmund Freud.

 

  • georg
    http://hoffisterei.de

    Great words, great pics! And a better ride than all the bike bourgeois will ever have … (Note to self: never borrow your bike to the cani gang!)

    November 4th, 2014 10:15
    Reply
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