Via Tremola al San Gottardo / Fixed Gear / 47×17 / Brakeless

Words by Pagha / Pictures by Cello & Pagha

 

..it’s been months we’ve been thinking about doing the Tremola.. it was initially supposed to be a two day ride.. road bikes and gears… two days earlier, after a few beers, we started talking about the next ride and the Tremola came to mind.. ‘yeah Captain, why not? But..which bike?’ ..the Captain states: ‘I  don’t answer to these questions..’. if you want to understand, understand because those who had to understand, they already understood it.. (quote from the one who had to come but bailed at the end …)

Wake up call around 6.30…4 hour sleep after a huge greek dinner from the previous night, according to my personal cycling diet…this time I was even on schedule (!)..the ones from the wrong valley were not.. We meet around 12… bikes are set, discussions with the locals are over, go.

The Captain states there’s a 50km standard falsopiano before the climb starts.. somebody believes it, some other easily understands we’ll start climbing soon.. as we actually did.

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Legs are more or less spinning and Airolo is conquered in a couple of hours…  In Airolo the cheapest pizza is around 20€, the choice is biscuits.. but the Tremola is behind the corner.. short break and then we go..

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The climb starts regularly.. a few corners and then the fun begins with cobblestones attending you with a grin.. a few hundred meters to get the pace, zig-zag a bit to understand how to move on them.. got it!

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The Captain is in a hurry. I testify Clava’s bad luck.. take a breath..move on. Second part of the Tremola is one of the most wicked climb I remember so far.. the cobblestones, the quietness, the shadows, the solitude, the colors, the slow cadence of the climb, the hard legs… but every curve was a damn smile… at least this is what I remember: I smiled.

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Ok. Just some time at the top at the Gotthardpass ignorance reigns.. but it’s late, time to descend! Cobblestones on the way down may not be the proper way to go.. the other road is probably a superstrada, no bikes allowed…well, we take this one…. large, long straight road then a u-turn, then another… my knees start yelling… that’s  fun!!

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…then once again those 50k of falsopiano to get back to the start.. which looked more like another more or less 50k of descent… mmm… so this means on the way up? got it.

Ignorance once again embraces us at the arrival… doctor Fisto once again finds some time to gently talk with the locals… maybe it’s time to go back home. Last part…a parrot knows the name of the crew in the local weirdo’s bar…long way home…go to bed..smile..sleep. bye.

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..era da mesi che si pensava di fare la Tremola.. doveva essere un giro di un paio di giorni… bici da corsa, cambi…. due giorni prima invece, dopo un paio di birre, si comincia a ragionare sul prossimo giro e viene in mente la Tremola…’sì Capitano, perché no? Con che bici?’.. il Capitano sentenzia: ‘non rispondo a queste domande..’. Chi vuole capire capisca perché chi deve capire ha già capito.. (cit. di chi doveva venire e all’ultimo è mancato…) Sveglia intorno alle 6,30…4 ore di sonno dopo un’infinita cena greca la sera precedente, secondo la mia personale dieta del ciclista… questa volta non sono nemmeno in ritardo (!)..quelli della wrong valley invece..  ci incontriamo alle 12.. bici sistemate, terminiamo le discussioni con i local, si parte. Il Capitano sentenzia che ci sono 50km di classico falsopiano prima di iniziare a salire… qualcuno ci crede, qualcuno chiaramente capisce si comincerà a salire presto.. come di fatto è stato… Le gambe più o meno girano e Airolo è conquistata in un paio d’ore… in Airolo la pizza più economica costa 20€, la scelta cade sui biscotti.. ma la tremola è dietro l’angolo… pausa veloce e si parte. La salita comincia regolare..un paio di tornanti e comincia il divertimento con i ciottoli che ti aspettano con un gran sorriso… qualche centinaio di metri per prendere il passo, un po’ di zig-zag per capire come muoversi.. ci sono. Il Capitano ha fretta. Vedo la sfortuna di Clava..un respiro.. si va avanti. La seconda parte della Tremola è una delle più belle salite che ricordo di aver fatto… i ciottoli, la tranquillità, le ombre, la solitudine..i colori, la lenta cadenza della salita, le gambe dure…ma ogni curva è un sorriso.. o almeno questo è quello che ricordo: ho sorriso. Ok. Qualche attimo al passo del Gottardo, l’ignoranza regna.. ma è tardi, ora di scendere! I ciottoli in discesa forse non sono la scelta più opportuna… l’altra strada è forse una superstrada, con divieto di transito alle bici… beh, prendiamo questa.. larghi e lunghi rettilinei, poi una curva a u, poi un’altra…le ginocchia cominciano a gridare… divertimento puro! … e poi ancora quei 50 km di falsopiano per tornare alla partenza… che sono sembrati più o meno altri 50km di discesa.. mmm…. quindi significa che all’andata? Capito. L’ignoranza ancora una volta ci abbraccia all’arrivo… il dottor Fisto trova ancora una volta il tempo per dialogare gentilmente con i locals.. forse è ora di tornare a casa. Ultima parte… un pappagallo conosce il nome della cricca nel bar che raccoglie i disperati della zona… un lungo viaggio verso casa… a letto..sorridi..dormi. arrivederci.

 

APPENDICE: “Non tremo ma piango”

Foto e testi: Clava

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Sono comodamente seduto sull’autopostale per Bellinzona. La bici, là fuori sulla rastrelliera, ballonzola alle asperità dell’asfalto. Sono amareggiato. Fermo, impotente, a guardare i miei compari proseguire sulla strada acciottolata. E’ stata dura.

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Stavamo salendo la via Tremola al San Gottardo. Il selciato, per gran parte a porfido, si inerpica a piccoli e insistiti tornanti fino al passo, a quota 2108m slm.

Tremola: come il tremolìo, la vibrazione della mie braccia mentre spingo sul pavé – penso. Affascinante.

La salita era cominciata da poco; andavo bene, mi stavo divertendo, la pedalata agile e tecnica mi guidava sul disegno dell’acciottolato.

Poi sento un rumore secco, come una frustata metallica. Il tempo che occorre alla ruota per compiere mezzo giro e “bum!”, uno scoppio sordo e netto, come di petardo… Nessun botto da festa ma 40cm di pista frenante che si staccano dal cerchio posteriore e vanno ad uncinare copertone e camera, causandone lo scoppio.

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Ok, ok, va bene essere originali… va bene tutto… ma….

Mi rimaneva poco da fare se non girare la bici e tornare sui miei passi; e così faccio mentre sopraggiungeva Fisto. Avrei voluto comunicargli a bestemmie l’accaduto ma non so perché la butto sul ridere:

“Oh Fisto, io mi son rotto le palle, mi sa che torno indietro”.

“Ok, va bene” – mi risponde tra due fiati senza mutare cadenza.

Anche Conte assisteva alla scena. Gli faccio: “Diglielo tu quando arrivate in cima”.

Camminando bici appresso, tra i pascoli, per tornare ad Airolo, ancora non riuscivo a capacitarmi di come e perché mi fosse successa una cosa del genere: assurdo!

Poi ho pensato a quante ne aveva già passate quella ruota nei suoi sette anni di vita, a cominciare dal viaggio di 2000km appena conclusosi e a tutti gli altri, con un carico di oltre 20kg sul groppone. Di strade, ne aveva viste di ogni sorta! Sterrati, pavé, asfalti crivellati che lasciamo perdere. E poi gravel race, ciclocross… In fin dei conti aveva tutto il diritto di averne le tasche piene.

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Però, che uscita di scena! Che gran finale!

Proprio col botto!

 

ADDENDUM: “I don’t tremble, I cry” I am comfortably sitting on the autopostale bus to Bellinzona. The bicycle, out there, lollops at every street’s roughness. I’m saddened. Stuck, helpless, watching my friends carrying on the cobbled road. It was hard. We were climbing the via Tremola to the Gotthard pass. The pavement, mostly porphyry stone, toils up with small and  persistent hairpins until the pass, at 2108m asl. Tremola: like the trembling and shaking of my arms while I push on the cobbles – I think. Charming. The climb was just begun: I was doing well, having fun, the nimble and technical riding was guiding me through the cobbled pavement. Then I heard a thud, like a metallic lash. Just the time for the wheel to take a half spin and “boom!”, like a bursting firecracker… No party-cracker but 40cm of the braking surface of my rear wheel collapsing and hooking tire and tube, making them burst… Ok, ok, it’s all right being eccentric… it’s ok… but… No more left to do than turn the bike and walk back; and that’s what I did while Fisto was approaching. I’d like to swear and tell him what happened but I don’t know why I laughed it off: “Oh Fisto, I’m bored to death, I think I’ll go back”. “Ok, that’s good” – he replied without changing his pace. Conte was also present. I addressed him: “Tell him what happened when you’ll reach the top”. Walking side by side with my bicycle towards Airolo, through the grazings, I still did not come to terms with what happened: absurd! Then I started to think to the countless vicissitudes that that wheel had gone through, starting from the last 2000km journey with a 20kg and more baggage. It undertook many different roads: dirt patches, cobbles, riddled asphalt. And again, gravel races, cyclocross… In the end it was its right of being exasperated! Well, what an exit! What a grand finale! With a bang!

 

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